Scuola e Università

La pandemia, con la didattica a distanza, ha evidenziato il divario sociale, penalizzando le fasce deboli e incrementando l’abbandono scolastico. La scuola gioca un ruolo determinante: è il primo e più incisivo veicolo di integrazione sociale, etnica e religiosa. Torino sarà anche le sue scuole, soprattutto laddove all’attività formativa istituzionale e professionale si aggiungono quelle funzioni di prevenzione del disagio e di contrasto all’abbandono e all’emarginazione. La scuola dovrà essere luogo di integrazione e sostegno alle famiglie, per aiutarle a conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli.
Nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo, servono poi politiche di coordinamento tra la formazione tecnica superiore e universitaria e il mondo produttivo. Nessun cervello in fuga: Torino deve saper trattenere chi vi arriva per studiare puntando sul lavoro di qualità, sia nella sostanza che nella retribuzione di lavoratrici e lavoratori. La sua vocazione universitaria va potenziata attirando studenti fuori sede grazie all’offerta degli atenei presenti sul territorio e a politiche per la residenzialità, con nuove residenze universitarie e agevolazioni sugli affitti.