La Città Metropolitana
Comuni metropolitani, utilities e servizi di dimensione metropolitana, connessioni e progetti.

Connessioni
La dimensione strategica per lo sviluppo futuro di Torino è metropolitana. Strategie locali, europee e internazionali si dovranno dunque integrare nelle reti e nei partenariati internazionali. Cogliere tale potenzialità sarà una delle sfide più interessanti per il futuro governo della città e della sua area metropolitana.
La Città Metropolitana rappresenta uno spazio ampio, che unisce la conurbazione metropolitana e le aree montane e pedemontane. Uno spazio che deve essere alla base di molteplici processi di creazione di ricchezza, grazie alla varietà delle risorse naturali e della biodiversità, ma anche alle potenzialità delle trasformazioni socio-economiche e culturali in corso. Per esempio, le fonti rinnovabili dalla produzione idroelettrica – dai piccoli impianti alla produzione da biomasse vegetali, a quella eolica, a quella del solare – e il ripensamento del modo di estrazione, produzione e consumo delle risorse ambientali, possono rappresentareuna leva cruciale per la creazione di ricchezza a livello di scala metromontana. La montagna, oltre a un’area di turismo, outdoor e aria aperta, può essere un bacino per la sperimentazione di innovazioni tecnologiche, sociotecniche (comunità energetiche) e d’impresa (filiere tradizionali e innovative). Bisogna pensare alla politica per la montagna in modo sinergico e integrato con la politica per le aree urbane, in un quadro complessivo basato sui giochi a somma positiva tra aree, tra opportunità, tra problemi locali e questioni globali. Torino metropolitana è un orizzonte che coinvolge tutti i territori dell’Area Metropolitana in un’ottica di collaborazione. È necessario rafforzare il ruolo e la capacità effettiva della Città Metropolitana di essere al servizio del Comuni, attraverso una pianificazione di area vasta che sappia guardare alla varietà territoriale come a una risorsa e lavorare sui confini perché diventino dorsali strategiche di un sistema ampio. Nei prossimi 5-10 anni l’area metropolitana di Torino sarà infatti caratterizzata da trasformazioni già avviate nell’ambito di infrastrutture, logistica, innovazione, ricerca sanitaria e biomedicale, edilizia sanitaria, formazione e insediamenti universitari.
Un cambio di strategia sarà l’occasione per coordinare le progettualità e le vocazioni del territorio metropolitano, riconoscendo peculiarità e diversità delle aree interne e montane rispetto alla conurbazione metropolitana. Occorre dare piena attuazione allo Statuto Metropolitano e strutturare le zone omogenee come distretti territoriali in grado di mettere insieme progettualità e servizi con accompagnamento e supporto ai Comuni più piccoli. Viabilità, infrastrutture, ambiente, energia, istruzione e formazione professionale, inclusione sociale sono i terreni su cui costruire raccordi, relazioni e collaborazioni che mettano in rete il territorio. Serve capacità propulsiva e di acceleratore delle potenzialità che sono presenti, superando le frammentazioni territoriali e agevolando invece forme di cooperazione con gli attori economici e sociali a livello provinciale e territoriale. Il Piano Strategico recentemente approvato è stato l’avvio di un percorso che va ulteriormente calato nell’agire concreto e favorendo dal basso processi virtuosi di sviluppo sostenibile.

Servizi pubblici locali e decentramento
Strumenti e attori essenziali sono le aziende partecipate di gestione dei servizi pubblici locali: come realtà aziendali e imprenditoriali hanno impatto nel sistema economico e occupazionale dell’area metropolitana, generano profili di rendimento e costruiscono modelli di business sulla gestione di beni pubblici e servizi alla cittadinanza.
In parallelo alla collaborazione e valorizzazione delle amministrazioni locali della Città Metropolitana, la Città di Torino dovrà dare compiuta attuazione al processo di decentramento amministrativo previsto in applicazione del principio costituzionale di sussidiarietà avviando una riforma efficace delle funzioni fondamentali rafforzando le Circoscrizioni quali organismi di partecipazione, consultazione e gestione dei servizi di base e delle funzioni delegate dall’amministrazione comunale. Il decentramento non può essere effettivo senza reale delega di funzioni, allineamento dei regolamenti e adeguate risorse economiche e di personale.

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