La Città dell’innovazione e dello sviluppo
Ricerca, tecnologia, digitalizzazione, Smart city, economia metropolitana, lavoro.

Ricerca, innovazione e sviluppo
La nostra città affronta da tempo una crisi strutturale del modello industriale, che ha radici profonde nei cambiamenti globali dell’economia e ha determinato importanti conseguenze nel profilo occupazionale del territorio. Per superarla servono politiche e investimenti mirati, che puntino alla valorizzazione delle competenze e delle opportunità di trasformazione. La città deve saper guardare alla diversificazione e all’innovazione come occasione di sviluppo. In primo luogo per quanto riguarda la transizione tecnologica, che può contribuire a un rilancio della manifattura in chiave 4.0, dove automazione, sensoristica, raccolta ed elaborazione dati, interdipendenza tra manodopera e tecnologia migliorino la produttività generando ricadute positive sul territorio e abilitando filiere di competenze trasversali. Dobbiamo cogliere le sfide del futuro, sostenendo la qualificazione della città per il nuovo Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale I3A. Servono politiche pubbliche che facciano leva sui settori strategici dell’automotive, della robotica, dell’idrogeno e dell’aerospazio, che siano motori di trasformazione della manifattura intelligente, guidata dal saper fare e saper progettare che da sempre caratterizzano la nostra storia industriale. E l’innovazione da sostenere è anche quella nell’ambito sociale, motore di sviluppo per l’intera città.
Occorre lavorare in sinergia con gli Atenei, per calibrare la formazione delle nuove professionalità alle esigenze produttive del territorio per favorire il trasferimento tecnologico, che deve essere capace di rispondere anche alle esigenze delle piccole e medie imprese. La sostenibilità ambientale e l’innovazione possono andare di pari passo se governate con chiarezza e visione: in questo senso la città deve guardare alla dimensione spaziale e cogliere l’occasione dei futuri investimenti per rimettere in gioco spazi urbani ancora dismessi o non completamente trasformati. È il caso delle aree TNE a Mirafiori, in cui la nuova sede del Competence Center si affiancherà all’insediamento del Politecnico creando un cluster di produzione, ricerca, formazione e innovazione, e dell’area Alenia / Leonardo di corso Marche.

Lavoro
Dobbiamo ricostruire una città che torni a creare lavoro, soprattutto per giovani e donne e punteremo su politiche che favoriscano nuove assunzioni di lavoratrici e lavoratori. Allo stesso modo, coloro che dal mercato del lavoro sono rimasti temporaneamente esclusi andranno aiutati a ricollocarsi attraverso programmi di riqualificazione delle proprie competenze e di inclusione nella vita della città. In questo quadro ci proponiamo di aprire presso le Circoscrizioni sedi decentrate dei Centri per l’Impiego, sviluppando servizi integrati con l’Informagiovani per l’orientamento e la ricerca di lavoro. Credere nel lavoro vuol dire soprattutto credere nelle persone, nelle loro competenze, nelle loro motivazioni.
I processi di ristrutturazione e riorganizzazione dei sistemi produttivi, gli anni della crisi, la pandemia da Covid19 hanno determinato una profonda ridefinizione della geografia, delle forme e delle culture del lavoro. In questo quadro un particolare ruolo per la ripartenza verrà giocato dalle piccole e medie imprese, dagli artigiani e dai commercianti alle cui esigenze l’amministrazione deve dare ascolto e attenzione. A Torino il mercato del lavoro si è indebolito ed è frammentato in una pluralità di tipologie, modalità e rapporti, che necessitano di riconoscimento e al contempo di maggiori tutele. Oltre alle competenze amministrative il Comune di Torino può agire anche sulla leva fiscale e tariffaria (imposte locali e costo dei servizi) per sostenere l’economia locale, le attività economiche e d’impresa e per incidere su tassi di disoccupazione e di precariato. Può inoltre usare la leva degli appalti pubblici e prevedere premialità nei bandi pubblici per operatori economici che garantiscono incrementi occupazionali e inserimento di svantaggiati.
Le diseguaglianze sociali, a partire da quelle di genere, si affrontano anzitutto creando opportunità di lavoro, accompagnando le persone verso processi di riqualificazione delle proprie competenze perché lavoro vuol dire anche dignità. Per questo andranno potenziati i progetti di lavoro accessorio, che impieghino le persone senza occupazione. L’amministrazione cittadina deve lavorare in sinergia con il terzo settore e la società civile, con i quali occorre definire modalità di co-progettazione, anche con l’intervento dell’innovazione tecnologica.

Formazione e orientamento
La nostra città ha solide risorse nel campo della formazione professionale, universitaria, dei centri di ricerca, dell’innovazione: in questo quadro anche le politiche del lavoro devono svilupparsi dalla collaborazione con i corpi intermedi, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni del lavoro, il terzo settore e l’associazionismo. Per rendere efficace la filiera “sviluppo economico – politiche del lavoro – ricerca e innovazione” è necessario che la scala territoriale sia metropolitana, con maggiore integrazione in termini di obiettivi e strumenti tra gli enti coinvolti (Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte) e all’interno degli enti stessi, tra i diversi assessorati e le strutture operative partecipate. Bisogna implementare i servizi coordinati di informazione, orientamento e formazione, l’incontro tra domanda e offerta. Servono un efficace sistema di relazioni tra imprese e lavoro (crisi aziendali, co-progettazione di misure, condivisione di indirizzi, ecc.), una interoperabilità di banche dati, politiche di reclutamento costanti in grado di anticipare le tendenze della domanda nel territorio metropolitano, con le sue esigenze e relazioni, servizi relativi al collocamento mirato per le persone con disabilità, promozione di politiche per la sicurezza sul lavoro, contrasto alla disoccupazione giovanile e al fenomeno dei Neet, i giovani che non studiano né lavorano, anche attraverso un sostegno alla formazione professionale.
Occorre inoltre prestare attenzione alle opportunità derivate dal lifelong learning, che consente di aggiornare le proprie conoscenze e competenze adattandosi ai nuovi bisogni sociali o lavorativi.

Sostegno all’imprenditorialità
Cultura, creatività, welfare, ambiente e nuovo artigianato digitale sono ambiti importanti in cui investire per creare lavoro, anche promuovendo programmi specifici di intervento per far crescere chi opera in questi settori con competenze manageriali e digitali, e sostenendo l’internazionalizzazione e il reperimento di nuove risorse. Esiste un potenziale di crescita per start up innovative, manifattura digitale e imprenditoria sociale e culturale, attenta all’ambiente come fattore di competitività. In corrispondenza a ciò che è previsto nel PNRR, si incentiveranno l’imprenditoria femminile così come la certificazione di genere, che deve accompagnare le imprese a ridurre il divario tra donne e uomini sul fronte della parità di retribuzione a parità di mansioni e delle opportunità di carriera, e a rispettare la tutela della maternità.
Torino ha un ecosistema favorevole alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese: si è creata una fitta rete tra incubatori, acceleratori, coworking, capitale di rischio e investimento, dipartimenti universitari e centri di ricerca, che può essere incentivata sfruttando in chiave attrattiva le caratteristiche del sistema urbano: ricerca e innovazione, qualità di vita, bassi costi degli affitti e immobiliari. L’attrazione e lo sviluppo di nuove imprese e la crescita di quelle esistenti richiedono beni collettivi locali, come infrastrutture, un’amministrazione efficiente e accogliente, disponibilità di personale qualificato, qualità ambientale, sociale e culturale. Bisogna potenziare i programmi di accompagnamento all’insediamento da parte di imprese e start up italiane e internazionali, in partenariato con Politecnico, Università degli Studi, incubatori e acceleratori di impresa. Il sistema pubblico è determinante sia attraverso lo sviluppo di living lab, sia per definire la domanda di innovazione per nuovi prodotti/servizi di rilievo urbano. La Città di Torino ha un profilo riconosciuto nell’attrazione dei fondi europei e può utilizzare partnership e reti internazionali per allinearsi alle più avanzate politiche a sostegno dell’innovazione e mettere in campo e confrontare buone pratiche urbane. In questo quadro potrà dare un decisivo impulso la creazione di una Agenzia di Sviluppo e promozione internazionale della Città.

La “macchina” comunale
Per poter fare impresa servono soprattutto tempi certi e risposte chiare: per questo l’amministrazione pubblica deve essere un alleato anziché un ostacolo. In questa ottica la “macchina” comunale va riorganizzata in una logica di maggiore efficienza e con la partecipazione attiva dei dipendenti e delle loro rappresentanze. Il PNRR è un’occasione straordinaria per generare risorse a favore della digitalizzazione e del rinnovamento e rafforzamento della PA a partire dalla valorizzazione delle risorse umane già in servizio. La riforma dell’amministrazione pubblica, lo snellimento procedurale e la semplificazione burocratica sono condizioni essenziali per la ripartenza e per dare risposte a imprese e professionisti che devono trovare nella città un luogo accogliente e ospitale per le loro attività lavorative e per la loro crescita. Più professionisti e più imprese significano infatti più posti di lavoro e più sviluppo.

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