La Città delle opportunità, delle donne, dei giovani, delle bambine e dei bambini
Scuola, formazione professionale, educazione, università.

Scuola ed edilizia scolastica
La pandemia, con la didattica a distanza, ha evidenziato il divario sociale tra gli studenti, penalizzando le fasce più deboli e incrementando significativamente l’abbandono scolastico. La scuola gioca un ruolo determinante: è il primo e più incisivo veicolo di integrazione sociale, etnica e religiosa. Torino sarà attenta al suo sistema scolastico integrato, soprattutto laddove all’attività formativa istituzionale e professionale si aggiungono quelle funzioni di prevenzione del disagio e di contrasto all’abbandono e all’emarginazione. Gli interventi di edilizia scolastica del Comune e della Città Metropolitana, che nei prossimi anni potranno godere dei finanziamenti europei, dovranno essere sviluppati lungo i tre assi della sicurezza, sostenibilità e innovazione didattica, con particolare attenzione alle aree periferiche. A tal fine, occorre redigere un piano strategico per l’edilizia scolastica, e promuovere nuovi strumenti amministrativi utili a una pianificazione sistemica del territorio e degli spazi scolastici sottoutilizzati.
Occorre ripensare alle scuole non solo come edifici e luoghi educativi ma anche come spazio pubblico e presidio sul territorio, in cui incrementare buone pratiche: mobilità sostenibile, offerta di spazi verdi, attività sportive e culturali, aggregazione sociale. Realizzeremo laddove possibile aree libere dalle auto intorno alle scuole per favorire la mobilità attiva degli studenti e ridurre la loro esposizione all’inquinamento atmosferico. La scuola non è solo il luogo che trasmette saperi, ma anche quello dove si forma una comunità. In essa le bambine e i bambini devono essere riconosciuti come soggetti protagonisti della loro crescita, la loro autonomia deve essere perseguita non solo come acquisizione di abilità, ma essere connessa alla sfera emotiva, affettiva e sociale. Per questo serve una politica attenta alla formazione del personale, soprattutto verso handicap e integrazione delle disabilità, fragilità sociali, interculturalità come valore, problemi della genitorialità e dispersione scolastica. Vogliamo una città a misura di bambina e bambino con servizi e spazi pensati per i più piccoli, promuovendo anche una app che permetta di segnalare agli uffici competenti disservizi e malfunzionamenti nelle aree gioco pubbliche.
Incentiveremo il servizio educativo 0-6 attraverso una revisione della politica tariffaria e un ampliamento dell’offerta anche per favorire la conciliazione dei tempi vita-lavoro. Ridurremo le tariffe del servizio di mensa scolastica anche al fine di promuovere la cultura di un cibo sano e di qualità nelle giovani generazioni incentivando l’utilizzo di prodotti a km0.

Parità di genere
Oggi il lavoro di cura dei figli e dei famigliari anziani ricade in gran parte sulle donne. Questo è profondamente iniquo. La parità di genere non riguarda solo le donne, ma tutta la comunità. Una città che sia a misura di donna è una città che consente alla sua comunità di crescere di più, meglio e in armonia. La città è responsabile diretta di alcuni servizi di welfare che devono sostenere l’autonomia e l’indipendenza femminile attraverso un sistema scolastico e di assistenza della prima infanzia veramente accessibili ed efficienti. Per questo ai servizi per la prima infanzia serve un piano di assunzioni: oggi si è in grado di rispondere soltanto ai bisogni di una famiglia su tre, mentre le altre devono avvalersi di collaboratori domestici, nonni, o ripiegare sulla scelta di lasciare il lavoro per occuparsi dei figli. Dobbiamo puntare su un servizio ampliato e potenziato anche in termini di orari per dare sostegno alle famiglie e aiutarle a conciliare i tempi di lavoro con le cure parentali. Sulla parità di genere la città deve essere d’esempio, promuovendo modelli di crescita davvero inclusivi, valorizzando e favorendo l’imprenditoria e l’occupazione femminile, garantendo l’equilibrio di genere nelle cariche e nelle manifestazioni pubbliche a sua cura, rimuovendo tutti gli ostacoli alla piena realizzazione personale e professionale delle donne. Una amministrazione comunale può fare molto su questo versante, coinvolgendo imprese, aziende partecipate, pubbliche amministrazioni, università e associazioni di categoria nella definizione di politiche trasversali e rendendo la città più accogliente e fruibile per tutte e tutti.
Per questo la parità di genere deve divenire un obiettivo trasversale alle politiche della città, al di là dei progetti specifici sulle pari opportunità, in una logica di mainstreaming, insieme alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni, in particolare della violenza di genere in tutte le sue forme, priorità da riconoscere ancor di più con la pandemia che ha reso più grave il fenomeno della violenza domestica.

Giovani e università
Nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo, servono politiche di coordinamento tra la formazione tecnica superiore e universitaria e il mondo produttivo. Il percorso virtuoso funziona se tiene in rete istituzioni educative, iniziative private, associazionismo, formazione, mondo delle imprese e delle famiglie, per trovare nuove soluzioni ai bisogni espressi. Occorre impegnarsi per il raccordo scuola e mondo del lavoro, l’intervento a favore della disabilita  e dei bisogni educativi speciali, il sostegno, la promozione e il rafforzamento della ricerca e della sperimentazione e innovazione didattica. Torino deve potenziare la sua vocazione universitaria attirando studenti fuori sede grazie all’offerta dagli atenei presenti sul territorio e a politiche per la residenzialità, con residenze universitarie e agevolazioni sugli affitti.
Per accompagnare gli atenei nel percorso di qualificazione e sempre maggiore investimento in formazione e ricerca, requisiti essenziali per il rafforzamento della città universitaria, l’amministrazione comunale deve agire sulla pianificazione urbanistica e territoriale delle sedi universitarie e su efficienti politiche di trasporto, garantendo connessioni, spazi e infrastrutture. La nostra può infatti davvero trasformarsi in una vera e propria città universitaria di rango europeo. L’attrattività in questo campo si misura sulla qualità dell’ambiente urbano, sulla vivacità della scena artistica e culturale, sull’offerta di servizi sportivi, di accoglienza, orientamento, informazione e supporto. Torino ha tutte le carte in regola e può essere sempre di più una città riconosciuta per la sua capacità di attrarre giovani universitari offrendo esperienze di studio, residenzialità, lavoro e integrazione nel sistema economico e sociale cittadino a chi arriva da fuori e a chi già vive in città o sul territorio.
I giovani sono il futuro della città e il futuro si costruisce meglio dove la qualità anche del tempo libero è più alta. Dobbiamo consegnare alle giovani generazioni una città viva e stimolante, con spazi pubblici adeguati per ritrovarsi e sviluppare la propria dimensione di energia e di socializzazione, dando piena realizzazione alle loro passioni, artistiche o sportive, anche in vista dell’appuntamento con le Universiadi 2025. Dobbiamo risvegliare la notte, riaprendo i locali e investendo su festival, eventi e musica dal vivo tutto l’anno: la cosiddetta nightlife va integrata con il tessuto della città, diventando un’occasione di produzione di una cultura diffusa, parallela e integrata alle politiche culturali cittadine nel pieno rispetto dei bisogni di riposo di tutte e tutti i cittadini. In questo quadro la pianificazione urbana, l’uso temporaneo delle aree in attesa di trasformazione e la co-progettazione dell’offerta culturale con le realtà torinesi possono rappresentare orizzonti e piani di lavoro promettenti ed efficaci.
Dobbiamo garantire un pieno riconoscimento a tutte le forme di partecipazione civica dal basso e volontariato diffuso, sia fornendo nuovi spazi che semplificando la burocrazia collegata all’organizzazione di eventi in luoghi pubblici, per favorire il protagonismo giovanile. Bisogna facilitare e accompagnare chi vuole fare impresa e chi cerca un’occupazione a Torino, estendere i servizi di accoglienza abitativa per studenti e migliorare la rete delle opportunità (facilitazioni e sconti per mezzi pubblici e beni culturali) per tutti gli under 25. L’obiettivo è fare di Torino una città dei giovani, della formazione professionale permanente e di quella universitaria.

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