La città della prossimità
Qualità dello spazio pubblico, quartieri, commercio ed economia di vicinato, mercati, sicurezza, casa.

Rigenerazione urbana
Scopo del nostro impegno è avviare una nuova stagione di rigenerazione urbana, intesa come attenzione alla cura dell’esistente, con un approccio che sappia cogliere l’innovazione anche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. L’obiettivo è superare la contrapposizione tra centro e periferia, incentivando la coesione sociale per ridurre i divari di opportunità tra i vari quartieri. La città che vogliamo è fatta di mixitè sociale, edilizia, funzionale, morfologica, dove le varie componenti si integrano in armonia. Bisogna innescare processi rigenerativi basati sulla cura e sulla manutenzione dello spazio pubblico, facilitati dagli investimenti di trasformazione urbana rispettando gli obiettivi di consumo zero del suolo. La manutenzione dello spazio pubblico (aree verdi, strade, marciapiedi, ecc.) deve tornare a essere ordinaria, di livello e frequenza adeguati, e restituire ai torinesi una città di qualità in tutte le zone, soprattutto quelle periferiche. Occorre definire un piano organico per rimettere in funzione gli edifici dismessi, a partire da quelli comunali, attraverso una politica fiscale adeguata – per quanto di competenza dell’amministrazione cittadina – e sfruttando al massimo le opportunità offerte da incentivi quali il Superbonus 110% per le ristrutturazioni necessarie. Su questo fronte occorre puntare su modalità di riconversione del patrimonio immobiliare pubblico impostate su modelli partecipativi e di co-progettazione con i soggetti del privato sociale, individuati sulla base della restituzione al territorio di servizi pubblici, piuttosto che su procedure di alienazione basate su meri criteri economici.

Prossimità
Vogliamo costruire una città della prossimità. Tutti i quartieri devono poter offrire alle cittadine e ai cittadini servizi accessibili e di qualità: economia di vicinato e commercio, mercati, spazi verdi, luoghi di aggregazione sociale e culturale, sportelli amministrativi efficienti sempre più digitali che, con nuovi orari e metodi di prenotazione, permettano anche a chi lavora di usufruirne comodamente. La Torino che abbiamo in mente è una città dei 15 minuti, dove ogni persona – in base alle diverse esigenze che possono avere donne/uomini, bambine/bambini – possa trovare i servizi essenziali e primari nell’arco di un quarto d’ora, da percorrere a piedi, in bicicletta o con mezzi di trasporto pubblico efficienti e linee di collegamento per raggiungere rapidamente anche il centro. Per realizzarla è necessario investire su una pianificazione sostenibile dello spazio urbano e governare le trasformazioni urbanistiche ed edilizie in modo che producano valore diffuso e che i grandi progetti siano poli di rigenerazione e qualità urbana sul territorio senza consumo di suolo e con forti incentivi alle buone pratiche edilizie eco-compatibili.

Commercio ed economia di vicinato
Bisogna tutelare il tessuto commerciale al dettaglio, vero e prezioso presidio territoriale, che ha sofferto le chiusure imposte dalla pandemia, con una pianificazione che integri il commercio di prossimità con l’offerta della grande distribuzione. Non possiamo non pensare ad azioni pubbliche di tutela dei piccoli commercianti, dei locali storici e del commercio ambulante, anche a fronte dell’espandersi dell’e-commerce: occorre riqualificare le aree mercatali diffuse nella città e pensare a iniziative di promozione e sostegno per i mercati più piccoli e in difficoltà anche agendo sulla leva fiscale e tributaria. Per il commercio di prossimità servono azioni di promozione unitaria e servizi condivisi (pubblicità e feste di via, voucher parcheggi omaggio per chi acquista nei piccoli negozi, luci di Natale e arredo urbano) che consentano di incrementare e potenziare l’offerta commerciale in tutta la città evitando fenomeni di desertificazione. I tanti settori produttivi che animano e rendono vitale l’economia torinese devono essere coinvolti attivamente nella definizione delle priorità di intervento e nelle strategie di cambiamento promuovendo la creazione di “centri commerciali naturali” (distretti commerciali). Un’attenzione speciale andrà riservata anche al centro cittadino al fine di riqualificarlo e rilanciarlo in termini di qualità dello spazio pubblico (valorizzazione del percorso sotto i portici; miglioramento della manutenzione e della qualità dello spazio urbano con arredi, verde pubblico, illuminazione pubblica; creazione di un circuito pedonale, segnalato e organizzato per i turisti, che attraversa tutto il centro permettendone una visita guidata a piedi; piste ciclabili meglio definite e protette; copertura di tutta l’area con accesso a internet gratuito e univoco, ecc.) come elemento caratterizzante l’offerta commerciale, culturale e turistica attraverso un piano dedicato che coinvolga la Circoscrizione e tutte le categorie interessate.

Legalità e spazio pubblico
Servono azioni per ampliare il rispetto della legalità e la sicurezza diffusa perché vivere in una città sicura è un diritto che deve essere garantito a tutte e tutti. Una città sicura è una città abitata, animata, vissuta, con la quale e nella quale si riescono a creare relazioni. Per questo pensiamo che la promozione di una “socialità positiva” attraverso il sostegno alla cultura e al mondo associativo sia la strategia migliore per prenderci cura dei nostri quartieri. Immaginiamo una città in cui pieni e vuoti non rappresentano linee di demarcazione, ma forme diverse di espressione urbana a misura di persona. Le politiche di legalità e sicurezza sono essenziali e devono avere prima di tutto carattere preventivo, attraverso azioni di monitoraggio e presidio sociale costante del territorio, di manutenzione e di cura dello spazio pubblico, soprattutto nelle zone più colpite dal degrado. Per questo ad esempio va regolamentato e potenziato il ricorso all’uso degli spazi temporaneamente dismessi come beni comuni, attraverso partnership pubblico-private e patti di collaborazione tra i cittadini. Una città sicura si costruisce con l’aiuto e il coinvolgimento di tutte le persone che la vivono e la frequentano, perché ognuno si senta partecipe di un progetto collettivo e sia capace di assumersi le proprie responsabilità per il bene comune. Una città sicura è una città fatta di luoghi vitali, dove i diritti delle persone vanno di pari passo con rispetto e promozione della coesione sociale. Il modello delle Case del Quartiere e, in generale, tutti i modelli virtuosi dell’associazionismo torinese già sperimentati con successo in molti luoghi della città, devono essere rafforzati ed estesi, in modo che ogni quartiere abbia la sua Casa e i suoi centri culturali e ricreativi, luoghi dove trovare risposta a bisogni sociali, servizi di prossimità, spazi per l’associazionismo e le reti, occasioni di socialità e aggregazione per le cittadine e i cittadini di tutte le età.

Il disegno della Torino che vogliamo parte dal lavoro sullo spazio, ma non deve dimenticare il tempo della città. Il cambiamento della vita delle scelte strategiche di un’amministrazione: i nuovi tempi di vita delle cittadine e dei cittadini determinano anche gli spazi pubblici, che non possono avere le stesse dinamiche di un secolo fa. Va inoltre posta attenzione al tema della fruizione della città nei diversi momenti del giorno e della notte, compresa la soluzione alle problematiche di convivenza con la cosiddetta mala-movida. Serve pensare a una città in grado di soddisfare le differenti necessità di divertimento e di riposo e di garantire il giusto equilibrio e la giusta distribuzione degli spazi per tutte e tutti. In quest’ottica sarà istituita la figura del “Sindaco della Notte” con lo scopo di collaborare al compito di mediazione dei conflitti e coordinare strategicamente lo sviluppo di questa vocazione in modo sinergico con le politiche cittadine.
Torino ha un alto rapporto di verde urbano e aree pedonali per abitante. Dobbiamo investire su questi valori in ottica di attrattività urbana per intercettare le trasformazioni del modo di vivere e lavorare che la pandemia ha innescato. Così come gli orti urbani, che svolgono importanti funzioni anche di presidio sociale, l’agricoltura urbana è una realtà che va valorizzata e potenziata, individuando laddove possibile nuove aree e tutelando quelle già esistenti.
Servizi urbani efficienti, innovazione e sostenibilità, accessibilità ed economia circolare, benessere e qualità della vita sono fattori di attrattività e sviluppo, che orientano il disegno della città che vogliamo, che saprà recuperare valori immobiliari in linea con la competizione nazionale ed europea.

Casa
Gli effetti della pandemia su lavoratrici e lavoratori e sulle loro famiglie faranno crescere il bisogno di sostegni per il pagamento degli affitti o di soluzioni abitative maggiormente sostenibili per coloro che si trovano più in difficoltà. Per questo servono nuovi e maggiori investimenti pubblici sull’edilizia sociale e occorre agire sulle leve fiscali per sbloccare il patrimonio edilizio inutilizzato in modo da aumentare il numero di case a disposizione, a favore di tutti coloro che ne hanno necessità, ad esempio i giovani e le famiglie, potenziando gli strumenti, quali Lo.C.A.Re., volti a favorire l’incontro tra proprietari e locatari e intervenendo tempestivamente con fondi dedicati a evitare situazioni di emergenza abitativa. Bisogna supportare la nascita di nuove forme di abitare, come il social housing e il co-housing, in grado di dare risposte a bisogni abitativi diversi e contemporanei, come quelli di studenti e lavoratori fuori sede, giovani coppie e famiglie. Occorre infine accelerare le procedure di assegnazione degli alloggi Atc, ad oggi troppo lente, ampliare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, anche recuperando gli alloggi vuoti, e ridurre il numero degli alloggi sfitti attraverso convenzioni pubblico-private sia per mettere a disposizione abitazioni a prezzi accessibili (accordi territoriali) per coloro che si trovano più in difficoltà che per contrastare fenomeni di occupazione abusiva.

Animali
Una Torino che funziona, più semplice, più verde deve includere anche i nostri amici a quattro zampe, presenza affettiva nelle case di molte cittadine e cittadini. Particolare cura andrà alla qualità e alla pulizia delle aree dedicate agli animali domestici che andranno estese in tutti i quartieri. Inoltre attenzione sarà rivolta agli animali meno fortunati, alle colonie dei gatti e ai cani randagi e alle strutture municipali che li accolgono.
Il Comune di Torino promuove, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, attività didattico-culturali rivolte a favorire la conoscenza e il rispetto degli animali nonché il principio della convivenza con gli stessi. In collaborazione con la rete del volontariato metteremo in atto azioni di sostegno alla cura degli animali per le persone anziane in difficoltà. Individueremo altresì un’area idonea per ospitare un cimitero pubblico per gli animali da affezione.

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