Nodi e orizzonti

I Nodi

Questo modello di Città per il 2031, se vuole sfuggire al velleitarismo semantico ed alla retorica, non può realizzarsi senza che vengano affrontati tre grandi nodi di fondo: le risorse economiche, le competenze amministrative, la macchina comunale e delle società partecipate che erogano servizi pubblici.

Le risorse economiche

Per dare corpo alle visioni servono le idee, le persone giuste che le interpretino e le sappiano concretizzare, ma servono anche le risorse economiche. Le politiche di riduzione del debito comunale dovranno necessariamente essere proseguite, ma sarà fondamentale operare al recupero non solo delle risorse pubbliche messe a disposizione dallo Stato e dalla Regione Piemonte, ma anche attivando meccanismi di partnership pubblico-privato e ripensando in modo virtuoso ed efficace (a beneficio del territorio) il rapporto con le Fondazioni bancarie, il cui contributo al rilancio di Torino è e deve continuare ad essere centrale, affinché – nel totale rispetto della loro indipendenza che rappresenta una garanzia per l’intero sistema – aiutino i programmi di sviluppo e rilancio economico della Città. In questo senso la programmazione dei fondi europei, il Recovery Fund e, più in generale, il piano per la ripresa europea Next Generation EU sono una grande opportunità. Mai come in questa fase storica le risorse possono essere disponibili, a condizione che vi sia la credibilità e la competenza di chi propone i progetti ed una coesione politica e territoriale trasversale intorno al loro sviluppo. In questo quadro è fondamentale individuare ed affiancare alla squadra di governo figure dedicate e specializzate.

Le competenze amministrative

Alcune delle questioni da affrontare non sono di stretta competenza del Comune, ma questo elemento non può e non deve diventare un alibi per l’inazione. Occorre invertire la naturale tendenza, esasperata negli ultimi anni, alla deresponsabilizzazione della politica atta a mascherare l’assenza di idee e di visione e l’incapacità degli amministratori di affrontare i problemi o quantomeno di avanzare soluzioni per affrontarli; occorre ribaltare l’approccio, costruendo sinergie economiche ed istituzionali per gestire i problemi attraverso percorsi nei quali il Comune non può essere comprimario o spettatore, ma deve assumere il ruolo guida. Per fare ciò non si può assolutamente prescindere da una guida dell’Amministrazione caratterizzata anche da adeguata esperienza e competenza nella gestione della pubblica amministrazione e dei suoi meccanismi.

La macchina comunale e delle partecipate

Per mettere in campo un’azione complessiva incisiva occorre disporre di una macchina comunale che sia efficiente, motivata e dinamica. Occorre una riorganizzazione delle funzioni pubbliche erogate dal Comune in un’ottica di sussidiarietà e messa in rete delle risorse e delle competenze cittadine, integrando e potenziando le funzioni di presidio territoriale delle Circoscrizioni. È necessaria una revisione profonda dei processi amministrativi improntati troppo spesso più al rispetto formale delle norme che alla sostanza fattuale. Senza una decisa azione di ricambio generazionale a tutti i livelli (accompagnata da adeguati incentivi economici e motivazionali al personale) Torino non solo non può tornare a prendere velocità, ma è destinata a rallentare ulteriormente fino a fermarsi. Questa profonda ristrutturazione non può attendere anni, ma deve potersi sviluppare da subito consentendo anche ai processi più complessi di avviarsi e possibilmente completarsi in tempi che li rendano efficaci.

Dentro questo quadro generale la visione per Torino 2031 può crescere a svilupparsi solo attraverso un confronto largo, in grado di affrancarsi dai canoni tradizionali e di dimostrarsi fattivamente capace di coinvolgere le differenti prospettive.

Un confronto inteso come scambio e come valore fondante per arrivare alla definizione condivisa del programma amministrativo, che individui in concreto le azioni da intraprendere, i tempi e le modalità di sviluppo.
Alla fine, ma non per ultime, questa visione si fonda sulle donne e sugli uomini che saranno chiamati ad interpretarla.
Persone al servizio della comunità.

Gli Orizzonti

Due gli orizzonti dentro cui operare: quello nazionale, in cui una Torino forte di visione, concretezza e capacità realizzativa si possa offrire come parte della soluzione dei problemi del Paese e quello europeo attraverso lo sviluppo di progettualità e percorsi che rientrano nel grande piano per la ripresa Next Generation EU e che permettano alla Città di tornare a giocare un ruolo distintivo e protagonista anche a livello internazionale.