Lavoro e sviluppo

Torino capitale del lavoro

Torino deve tornare ad essere la capitale del Lavoro, soprattutto per i giovani. Un lavoro adeguato alle aspettative e alle carriere di studio e formazione, retribuito in modo giusto, di qualità, capace di adattarsi al cambiamento della società e dei sistemi economici, ma contemporaneamente disponibile e accessibile. Nel 2031 Torino dovrà aver concretizzato il suo nuovo modello di sviluppo.

Un modello basato sull’integrazione di vocazioni produttive consolidate, ma rinnovate e innovative. Un modello favorito da politiche di coordinamento tra formazione tecnica superiore ed universitaria e mondo produttivo e tra opportunità e disponibilità di investimenti. Le parole chiave per una Torino che cresce devono essere: sostenibilità, cultura, innovazione sociale e tecnologica.

In questo quadro è fondamentale che si riportino al centro l’Impresa e le sue esigenze, a partire dal comparto manifatturiero.

Politiche pubbliche che, nel creare le condizioni abilitanti, stimolino, da un lato, le aggregazioni in cluster e, dall’altro, le specializzazioni territoriali e che facciano leva sui consolidati settori strategici dell’automotive e dell’aerospazio. I grandi progetti del Manufacturing Center a Mirafiori e del polo aerospaziale di corso Marche vanno in questa direzione.

La trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale, con particolare attenzione ai temi della transizione energetica, devono rappresentare linee di sviluppo che attraverso la sinergia tra ricerca, trasferimento tecnologico e produzione proiettino il sistema produttivo della Città e della sua area metropolitana verso una nuova fase di crescita, riaprendo un grande ciclo che riporti Torino ad avere un ruolo di primo piano nazionale ed internazionale. Un ciclo virtuoso che dia un orizzonte anche per le PMI e per il lavoro autonomo. Ed è in questo quadro che occorre ripensare alla modalità organizzativa e gestionale della promozione internazionale del territorio metropolitano anche ispirandosi ad esperienze e modelli consolidati a livello internazionale come le Agenzie di Sviluppo e Promozione a partecipazione pubblico-privata.

Credere nel lavoro vuol dire soprattutto credere nelle persone, nelle loro competenze, nelle loro motivazioni. Significa semplificare le cose a chi fa impresa. Significa rendere l’amministrazione pubblica un alleato anziché un ostacolo o, peggio, un elemento vessatorio.

I tanti settori produttivi che animano e rendono vitale l’economia torinese devono essere coinvolti attivamente nella definizione delle priorità di intervento e nelle strategie di cambiamento. A partire dal commercio che, in crisi e trasformazione profonda già prima della pandemia, avverte oggi ancor più stringente l’esigenza di azioni pubbliche di tutela anche a fronte dell’espandersi dell’e-commerce. I servizi commerciali della prossima città avranno bisogno soprattutto di un’ordinata pianificazione capace di contemperare l’offerta integrata della grande distribuzione con le necessità del tessuto commerciale al dettaglio, vero e prezioso presidio territoriale che caratterizza l’offerta commerciale non omologata.