Cultura e turismo

Torino città d’Europa

La Città smarrita può trovare nelle politiche culturali una preziosa risorsa di riscatto. Un capitale da investire per rimettersi in moto attraverso un percorso partecipativo largo e diffuso che renda l’intera Città protagonista. Una vocazione essenziale, integrata e complementare a quelle produttive e formative.

La strategia culturale di Torino si fonda su obiettivi di rilevanza nazionale ed internazionale e su una progettualità di lungo periodo con grandi progetti quali Torino Capitale Europea della Cultura 2033, ma nondimeno su una capacità di supportare la produzione e gestire la programmazione culturale diffusa ed ordinaria. Per fare di Torino una vera Capitale della Cultura occorre identificare e poi saper comunicare le sue storiche e le sue recenti vocazioni qualificanti a partire dagli assets esistenti, i musei, l’arte contemporanea, il cinema, il teatro e l’arte di strada, la fotografia. Nelle arti come nel suo tessuto sociale più profondo, però, la Torino del 2031 ambisce all’erosione dei confini e degli statuti dei linguaggi per promuovere la contaminazione e la sperimentazione. Nel definire il suo posto di città d’Europa nel mondo, l’identità europea (ed europeista) deve essere una linea guida caratterizzante il sistema culturale torinese.

Un caposaldo della politica culturale di Torino 2031 è la sua vocazione universitaria. La capacità di attrarre i giovani grazie alla ricerca ed alla formazione avanzata offerte dagli Atenei del territorio sarà favorita da politiche per la residenzialità degli studenti fuori sede (nelle residenze universitarie ma anche nella residenzialità privata a prezzo calmierato). L’obiettivo è l’insediamento e la permanenza sul territorio delle eccellenze creative e innovative.

Il futuro si costruisce meglio dove più alta è la qualità anche del tempo libero. Su spazi e opportunità di aggregazione a Torino serve un ritorno al futuro. Gli spazi per l’aggregazione in Città sono oggi da ripensare e da rilanciare sulla base della valorizzazione delle rispettive funzioni. Senza trascurare il giusto equilibrio con le esigenze della cittadinanza residente. Torino deve tornare a rappresentarsi come città culturalmente viva, attrattiva e stimolante per le giovani generazioni, capace di consegnare alle nascenti esigenze espressive spazi pubblici adeguati per ritrovarsi e sviluppare appieno la propria dimensione di energia e di socializzazione. Anche attraverso un importante mix culturale ed etnico favorito dalla presenza degli studenti stranieri e dei nuovi cittadini.

In questo quadro generale lo sport rappresenta una chiave qualificante non solo dell’offerta di servizi e nel contributo alla prevenzione sanitaria e al ben-essere diffuso ma anche dell’immagine internazionale della Città. Un binomio capace di coniugare tra loro la capacità attrattiva e gestionale di grandi eventi nazionali ed internazionali con il fattivo protagonismo delle realtà associative dello sport di base, anche innovando approcci e metodologie operative che ne facilitino sviluppo e partecipazione.

Torino ha un enorme potenziale ancora inespresso sul fronte del turismo che può affermarsi come un driver fondamentale di sviluppo del territorio. Sono però necessarie alcune condizioni: un’offerta di prodotto qualificata e meno generalista, la proiezione e la promozione internazionale, l’individuazione di settori strategici sui quali Torino può dimostrarsi più concorrenziale: dal sistema metropolitano alpino, ai circuiti naturali e culturali, al food, al comparto congressuale che necessita di investimenti infrastrutturali e di una non più rinviabile messa a sistema dell’attuale offerta. E in quest’ottica sono condizione essenziale di sviluppo il coordinamento dell’offerta torinese con quella degli altri distretti turistici regionali e il rilancio dello scalo aeroportuale di Caselle, che a breve sarà pienamente connesso al centro città.