Ambiente e spazio urbano

Sostenibilità e sviluppo

Politiche che necessitano di analisi tecniche complesse, prive di preconcetti ideologici, che prendano in considerazione le dinamiche di spostamento attuali e quelle prospettiche, anche alla luce dello sviluppo urbano, delle nuove polarità attrattive e degli effetti permanenti della pandemia soprattutto
sugli usi del centro città.
Area che deve essere oggetto di azioni dedicate ed organiche di pedonalizzazione che restituiscano spazi pubblici di qualità e di incentivazione della sua dimensione di centro commerciale naturale di alto profilo, facilmente accessibile e che, parallelamente, rispondano alle esigenze ambientali anche delle zone al suo contorno. È anche intorno a questi temi che si deve sviluppare un nuovo ciclo di trasformazione urbana, che parta dall’esigenza di garantire i servizi pubblici essenziali in ogni area della Città e, al contempo, concentrare le funzioni ad alta specializzazione e complessità, per loro natura non disperdibili sul territorio, in aree definite raggiungibili efficacemente dalla rete di trasporto pubblico.

Torino infatti non ha completato il processo di trasformazione delle grandi aree industriali e ferroviarie dismesse che è stato rallentato e quasi interrotto dalla grande crisi del 2008. Ancora molti contenitori urbani sono vuoti ed in attesa di riconversione. Occorre progettare gli spazi in attesa di trasformazione e cambiare l’approccio al patrimonio edilizio pubblico che deve essere rimesso in funzione attraverso rapporti di partnership pubblicoprivato che vedano non tanto nel valore di alienazione del bene sul mercato l’elemento qualificante l’interesse pubblico – il criterio di scelta dell’operatore – quanto piuttosto nell’offerta di servizi che le attività di nuovo insediamento che vengono proposte possono erogare nelle loro specificità territoriali.

Con questo approccio che coniuga una forte regia pubblica con una nitida visione di insieme,
serve definire un nuovo piano regolatore di area metropolitana.
Uno strumento che superi l’attuale previsione urbanistica e ragioni a scala sovracomunale di conurbazione.
Un piano che integri, in una logica unitaria, gli elementi di trasformazione urbana con quelli trasportistici, che includa le nuove funzioni del servizio ferroviario metropolitano e la Linea 2 della Metropolitana non come mere infrastrutture, ma come attivatori di processi di trasformazione urbana.
Ed è in quest’ottica di area vasta che occorre non solo completare alcune infrastrutture lungo le dorsali viabilistiche principali come i sottopassi della Rotonda Maroncelli a Sud e di Piazza Derna e Piazza Baldissera a Nord, ma soprattutto tornare a progettare l’interconnessione della Città con il resto della Regione, promuovendo la risoluzione dei problemi viabilistici sulla tangenziale attraverso il suo potenziamento o il suo completamento ad est, accelerando la realizzazione della linea Tav Torino-Lione, riprogettando le connessioni ferroviarie con la Liguria di Ponente e con Genova anche attraverso lo sviluppo di nuove reti ad alta velocità/capacità, riconfigurando il sistema delle piattaforme logistiche.